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Food Photography #4 con Francesca

marzo 29, 2014
foto iniziale
Il tempo vola eh!
Siamo già all’appuntamento numero 4 della rubrica, questa è la volta di Francesca, che ci delizia con le sue fotografie piene di luce ed il suo Guest Post, delicato e fresco, proprio come lei!
Per quanto riguarda me…non sono sparita…ho solo un po’ meno tempo da dedicare al blog, qui è tutto un susseguirsi di emozioni e cambiamenti, che non ho ancora capito se mi rendono felice o meno, ma la vita è così, la si scopre solo vivendola 😉
Ho venduto la grande villa in cui vivo da quando ero ancora una bimba e che è piena di ricordi di vita, della mia mamma, della mia giovinezza e di tanti avvenimenti che sono ruotati attorno a lei.
Si chiude un grande, enorme, capitolo della mia vita.
E da qui ricomincio.
Sono alla ricerca di una casa che abbia un’anima, che possa rispecchiare quello che sono e che cerco, e che possa accogliere me, mio marito e tutti i nostri gattoni 😉
La tristezza si alterna alla felicità ma d’altra parte, siamo sempre tutti un po’ “sospesi” no?
Ho in serbo tante ricette (e tante foto!) per voi ed appena avrò qualche minuto libero lo dedicherò al blog, che per il momento, rimane uno dei pochi punti fermi!
Ma ora, accomodatevi e gustatevi questa deliziosa lettura…

Ciao a tutti,
sono Francesca, ma chiamatemi pure La gatta col piatto che scotta! Il mio blog ha festeggiato da poco un anno e mi sta regalando tante soddisfazioni: come cuoca, come rapporti umani e come passione fotografica, che cresce, cresce, cresce!
Questa passione è nata ormai vari anni fa, quando muovevo i primi passi con una reflex al collo e osservavo con curiosità tutto quello che avevo intorno, con la voglia di fermarlo dentro un “click”. Un “click” che è come una scintilla, che si accende e ti porta a vedere “oltre”. Ecco cos’è per me la fotografia: una finestra aperta sul mondo, o meglio, sul nostro mondo. In questo mondo c’è spazio per tutto: natura, ritratti, paesaggi, street, dettagli, emozioni e ovviamente cibo.

Mi sono avvicinata alle foto di food solo da quando ho aperto il blog. Ho deciso di lanciarmi appena ho posizionato il tavolo davanti alla grande finestra del salotto, nella casa nuova. E’ partito tutto da lì: dalla luce. Cerco lei, la luce naturale e calda che diventa alta e al mattino tinge tutto di bianco. Non scatto mai la sera e difficilmente se piove.

L’ho subito detto a Bea, quando mi ha proposto di partecipare a questa interessante rubrica: niente trucchi né orpelli, per le mie foto non uso nulla. Né lampade artificiali, né faretti, né pannelli, né polistirolo e neanche il cavalletto. Solo la mia Canon 5D (rigorosamente senza flash), una finestra, una tenda che può riparare dal sole troppo forte, un tavolo piuttosto ampio e la mia incoscienza che mi ci fa salire sopra… perché si fa tutto pur di portare a casa una bella foto, ehehe!

Ma andiamo con ordine.
La prima cosa a cui penso è lo sfondo. Potete usare quello del tavolo, ma anche farvi aiutare da assi di legno e cassette della frutta verniciate, o taglieri o vassoi. Sono dei preziosi alleati, che come per magia fanno apparire un tavolo grigio, uno marrone, uno celeste, uno rustico di legno… insomma, permettono di variare, anche in base ai colori che si sceglieranno per il set.

La scelta dell’obiettivo è importante. Il food è un soggetto statico ma non piatto e si può fotografare in diversi modi: dall’alto, inclinato, mostrando tutto, operando dei tagli, spezzando inquadrature. Ho scoperto l’utilità, in tal senso, del 28-70mm, che può fungere da grandangolo ma si trasforma anche in 50mm, uno degli obiettivi più amati delle foodbloggers, che io stessa uso spesso. A volte, se voglio stringere ancora di più sul soggetto, per dare l’impressione di mangiarlo e di vedere ogni linea, monto anche l’85mm, un obiettivo luminosissimo, tra i miei preferiti da sempre.
Consiglio: scattate tante foto, anche cambiando obiettivo, non abbiate paura di abbondare. Magari ne sceglierete poche, però avrete sottomano una vasta selezione.

Prima ancora di apparecchiare, scelgo la stoffa da abbinare ai piatti. Potete usare qualsiasi cosa: runner, tovaglioli, tovaglie, scampoli presi dalla sarta, centrini rubati dalla cantina o dalla nonna, fodere di cuscini, sciarpe, tovagliette all’americana, garze, retine colorate con cui si impacchettano piante… largo alla fantasia!

A questo punto ci siamo. Scelto sfondo, stoffa o eventuali accessori (non riempite troppo la scena, però, per non distogliere l’attenzione dal protagonista della foto), si può scattare. Guardo come cadono le ombre, a seconda dell’orario, faccio varie prove e inizio a fotografare, con la tenda tirata oppure con la luce che viene da sinistra, lateralmente, più morbida. Prima scatto in piedi, poi avanzo sulla sedia, metto un piede sul tavolo e poi ancora… sempre più alto! Arrivo in cima!

La fotografia è sicuramente tecnica, ma anche tanto, tanto istinto. Più si scatta, più si allena l’occhio e più si migliora. Più si personalizza la visione, prendendo sì ispirazione dagli altri ma non dimenticando di mostrare – e mantenere – la propria personalità, più verranno fuori degli scatti “vostri”. Pazienza se non perfetti, la perfezione non va sempre inseguita. Né ha la priorità.  Emotività, prima di tutto. Ecco la mia “regola”!

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28 Comments

  • Reply Simona (Bianca vaniglia Rossa cannella) marzo 29, 2014 at 9:51 am

    Ok la Franci con le utimissime parole mi è utile in questo periodo di autocritica, in cui non mi va bene nulla! Lei è adorabile nel vero senso della parola, si vede che fa tutto col cuore e con tanto istinto! <3

    P.s. Mi verrebbe da domanarle: Franci pensavo avessi molte stoffe, ma così tante?! O.O sono
    m e r a v i g l i o s e !!! :*

  • Reply SugarNess marzo 29, 2014 at 10:50 am

    "Ma io questa foto la conosco!" ho pensato vedendo l'anteprima del post! Quanto amo questa luce: fresca e pulita! Proprio come Francesca ed i pensieri con cui impacchetta le sue ricette prima di regalarcele! 🙂
    Quanto alla fase che stai vivendo, Beatrice, posso solo immaginare lo scompiglio interiore che accompagna decisioni così grandi. Ti auguro di trovare presto quello che cerchi!

  • Reply Francesca P. marzo 29, 2014 at 1:36 pm

    Simo, credo fortemente nell'ultima frase… la perfezione è anche noiosa, se ci pensi bene… 😉 Ci sono foto perfette ma fredde, che non comunicano tanto e non creano quell'atmosfera di "casa" che i blog secondo me devono avere… nei nostri spazi, per come la vedo io, non va fatto lo still life da rivista o da studio, portiamo in tavola cibo, sì, ma anche noi stesse, ciò che siamo…
    Tu sei brava e hai voglia di fare ed imparare, passare questi momenti è normale, possono capitare, ma vedrai che nuovi stimoli te li porterà anche la primavera e la sua leggerezza! Prova a scattare senza pensarci troppo, al massimo pensa a come una foto può parlare di te… 🙂
    Ti abbraccio, grazie…
    ps: quanto alle stoffe, ehm, se ti dicessi che non le ho tirate fuori tutte tutte? 😀

  • Reply labiciclettarosa marzo 29, 2014 at 1:37 pm

    brava Francesca! la passione è la prima molla che ti fa imparare e migliorare, queste foto piene di luce mi piacciono!
    ho condiviso il post su pinterest!
    Francesca

  • Reply Reb marzo 29, 2014 at 1:37 pm

    Questo post è un condensato di bellezza!! <3

  • Reply Trita Biscotti marzo 29, 2014 at 3:25 pm

    Bellissimo anche questo nuovo post della tua fantastica rubrica…!
    E bravissima Francesca, i vari step di arrampicata sul tavolo sono fantastici! 😉 Da provare certamente!!
    Brave ragazze, siete mitiche!
    🙂

  • Reply Simona (Bianca vaniglia Rossa cannella) marzo 29, 2014 at 3:25 pm

    Grazie <3

  • Reply Cecilia Cavallini marzo 29, 2014 at 5:04 pm

    Francesca sono venuta qui per applaudirti! Un bacio

  • Reply Cecilia Cavallini marzo 29, 2014 at 5:04 pm

    Mi sono dimenticata di complimentarmi con la proprietaria del blog!

  • Reply matteo mignani marzo 29, 2014 at 5:17 pm

    Backstage e making of sono sempre "contorni" interessanti 😉

  • Reply not-louise marzo 29, 2014 at 8:45 pm

    L'on dirait "moi" quand je fais une nouvelle recette , il faut savoir prendre des risques …
    En tout cas bravo à vous deux et longue vie à ce blog
    Louise

  • Reply An Lullaby marzo 29, 2014 at 8:46 pm

    @Bea immagino che sia un periodo delicato :(…le novità spaventano (tra l'altro tra pochi mesi dovrò affrontare anch'io un trasloco e si aprirà un nuovo capitolo della mia vita)…E' vero, è proprio come dici tu, siamo tutti un po' sospesi e si vive sempre un po' sospesi tra tristezza e felicità, credo faccia parte del gioco 🙂 Mi auguro che la malinconia svanisca presto e ti faccio un grandissimo in bocca al lupo 🙂 <3
    @Francesca che bello trovarti qui 🙂 Io sono una grande estimatrice delle tue foto 🙂 Proprio in questi giorni riflettevo sulla fotografia, anch'io come Simona mi ritrovo insoddisfatta…ne parlavamo stamattina e per ore ne ho parlato con il mio fidanzato e sei uscita anche tu con le tue foto nel discorso (ahah!) Non sono insoddisfatta solo per l'aspetto tecnico della fotografia (per quello devo mettermi sotto e studiare, tutto qui) ma perché mi sono resa conto che non ho uno stile mio, ben riconoscibile, identificabile. Le foto che più amo hanno uno stile riconoscibile, come le tue: senza vedere lo zampino della gatta io capisco che sono della gatta, anche se cambi location, colori, soggetto 🙂 E non è solo una questione esteriore, di "stile" come ho appena detto: il problema è che le mie foto non esprimono chi sono davvero! Sono sicura che hai capito il mio discorso, nonostante la sua confusione, hihi! Io non voglio seguire le mode, ho paura di cadere nelle imitazioni e vorrei trovare un mio modo,ma per ora mi sento in un limbo di incertezze. Mi do un po' di tempo, possiedo una reflex da poco più di tre mesi e credo che sarei una matta se pensassi di diventare brava così presto. Dovrò faticare un po' e smarrirmi ancora e ancora… Il tuo discorso ha confermato le mie impressioni : la tua arte è fatta di emotività ed istinto, luce naturale e colore :)Un bacino

  • Reply Valentina marzo 30, 2014 at 7:41 am

    Cara Bea, sono stata felicissima di scoprire che per questa quarta lezione tu abbia deciso di incaricare Francesca che apprezzo moltissimo per le sue foto. E a te Francesca dico: innanzitutto BRAVA!
    E poi… che molto spesso purtroppo tutta quella luce che tu hai a disposizione e che amo tanto, ecco, io me la posso giusto sognare. Abito in un appartamento con una bruttissima esposizione e il massimo che riesco ad ottenere lo conquisto posizionandomi in uno spazio strettissimo e senza profondità sotto la finestra della camera da letto e per giunta solo in alcune ore della giornata. Per questo mi vedo costretta a tentare (ma ancora non ho iniziato…) l'uso di alcuni accessori che possano migliorarmi la situazione… Vabbè, pazienza! Per rifarmi gli occhi intanto guardo con piacere i vostri scatti! 🙂 A presto e grazie!

  • Reply Francesca P. marzo 30, 2014 at 7:42 am

    Anto, sì, ho capito perfettamente! E' naturale, sano e giusto fare le tue riflessioni, man man che si scatta con più consapevolezza e passione. All'inizio, anni fa, quando avevo appena comprato la reflex, osservavo tantissimo altri fotografi soprattutto per foto di street e per allenare l'occhio provavo a rifare quelle foto, o per lo meno a "vederle" in quel modo… pian piano però mi sono accorta che non bisogna imitare, come giustamente hai detto tu, ma assorbire soltanto ciò che piace e poi volare liberi, come rielaborare tutto il fiume di immagini di cui ci nutriamo, mettendo una nostra firma… è un percorso, non è immediato, io stessa ho maturato nel tempo un mio stile, chiamiamolo così, facendo anche varie prove, cambiando spesso pelle, scattando a più non posso prima di capire la via più mia…
    La fotografia è istinto, assolutamente sì, il food non deve diventare un esercizio meramente estetico, anche fotografando un tavolo e del cibo puoi esprimere chi sei, cosa ami, come vedi la vita… non badare agli altri, ammira chi ha talento, ma poi vai per la tua strada… improvvisa anche, perchè no, vedi come quel piatto possa rispecchiarti… usa gli oggetti che senti tuoi davvero, mangia il cibo con la macchina fotografica, come fosse una bocca… come lo vorresti vedere per farti venire fame? Come lo vorresti valorizzare? Se lo volessi presentare a qualcuno, come impiatteresti? Ecco, inizia da qui, a me serve… 🙂
    Il discorso è lungo e ampio, ne parliamo in privato se vuoi, mi fa piacere! Non voglio scrivere un poema nel blog di Bea, ma in fondo anche questo è il senso della rubrica, no? 🙂
    E per tutte le cose belle che hai detto, un grazie grande grande…

  • Reply lapetitecasserole.com marzo 30, 2014 at 7:42 am

    Mi sono goduta Serena, Manuela e adesso Francesca! grazie mille per la concessione dei "loro segreti" ma anche alla padrona di casa che ha avuto un'idea geniale!

  • Reply "di cuore" marzo 30, 2014 at 7:42 am

    davvero interessante questo post, il capitolo obiettivi è scottante! ^^ Sono alla ricerca di un nuovo obiettivo che mi dia nuove emozioni ma non so bene quale, prendo spunto qui.

    Bea spero che troverai la calma e la serenità per dedicarti presto al blog, un bacino!

  • Reply piccola mela marzo 30, 2014 at 9:25 am

    Cara Bea, spero che questo momento sia solo un attimo, che il seguito di questa tua storia sia esattamente come te la immagini.
    A Francesca che posso dire…che quando se ne sta accovacciata sulla sedia mi ricorda tanto il felino di casa!
    Le foto che fai trasmettono la luce della persona che sei, più che di un ambiente, concordo con te sul fatto che le foto non debbano essere un'imitazione, ma il riflesso di una parte di noi.
    E in questo, devo dire, che sei davvero bravissima! 😉

  • Reply laura marzo 30, 2014 at 4:28 pm

    Ciao Bea, per una serie di circostanze conosco la sensazione di cui parli, ma vedrai sarai in grado di dare tu stessa un'anima alla nuova casa che ospiterà il ricordo di quella lasciata e la novità del futuro!
    A Francesca che dire?se non che invidio da morire il suo rapporto libero con la sua macchinetta!Ma tanto lei questo lo sa già!;-)

  • Reply Beatrice Rebasti marzo 30, 2014 at 5:24 pm

    Grazie mille 😉 vi aggiornerò sui progressi!!

  • Reply Beatrice Rebasti marzo 30, 2014 at 5:24 pm

    Grazie mille!! Sono proprio tanto felice che la rubrica piaccia così tanto a tutti voi!!

  • Reply Beatrice Rebasti marzo 30, 2014 at 5:25 pm

    Grazie mille Cecilia ;)) grazie a te per essere passata!

  • Reply Beatrice Rebasti marzo 30, 2014 at 5:26 pm

    Oui Louise…en fait, la vie est faite de risques 😉
    Merci pour tes mots toujours aussi agréables, je t'ambrasse!

  • Reply Beatrice Rebasti marzo 30, 2014 at 5:30 pm

    Grazie mille Antonella 😉 incrociando le dita, forse ho trovato la casa che fa per me, e forse essere così tanto immersa nella ristrutturazione non mi fa pensare più di tanto a quello che lascio. Sarà giusto il tempo di abituarsi a cambiare habitat, poi sono sicura che sarà tutto in discesa! In bocca al lupo anche a te!

  • Reply Beatrice Rebasti marzo 30, 2014 at 5:31 pm

    Grazie ;)) è tutta una sorpresa anche per me, che aspetto con ansia i post da pubblicare!!

  • Reply Beatrice Rebasti marzo 30, 2014 at 5:31 pm

    Hai ragione Laura, largo alla vita ;))
    Ti abbraccio

  • Reply Beatrice Rebasti marzo 30, 2014 at 5:32 pm

    Grazie Giuliana ;))
    mmmm sono curiosa…hai già in mente quale obiettivo scegliere?!

  • Reply Beatrice Rebasti marzo 30, 2014 at 5:35 pm

    Cara Manuela, sono sicura che andrà bene, solo non sarà semplice e rapido come me lo immaginavo…sono una gatta furiosa eheh 😉
    Con le vostre parole mi rendete tutto un po' meno grigio 😉
    Ti abbraccio

  • Reply giuliacookeatlove.com aprile 1, 2014 at 9:30 am

    questa è una delle rubriche che aspetto proprio!!!!!!
    Mi piace davvero tanto!!!
    Appena avrò una casa mia credo che la riempirò di "sfondi" di recupero: mia mamma già mi "odia" così!! 😉

    All'idea di lasciar la casa in cui son cresciuta mi si stringe il cuore: penso che dentro ci rimarrebbe una parte importante di me e non so se sarei pronta a chiudere con quella bimba che ci è cresciuta, a non aver più le galline nel pollaio, o l'orto gigante o il giardino dove far le grigliate.. eppure a giorni alterni sento proprio l'esigenza di aver qualcosa di mio.

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